Franco Battiato (1945-2021) Spartiti

Franco Battiato – La cura – Spartito Piano, vocals and guitar chords

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Franco Battiato: ca. due anni senza l’artista

Nel 1997 gli astronomi Piero Sicoli e Francesco Manca scoprirono, dall’Osservatorio Astronomico di Sormano in Italia, un asteroide appartenente alla fascia degli asteroidi che inizialmente chiamarono 1997 CC7 e che avrebbero poi cambiato il nome in Battiato in onore del cantante italiano che ha perso la vita un anno fa oggi.

Lo stesso Franco Batiatto era socio onorario di un’associazione astronomica siciliana, l’Associazione Astrofili Ionico-Etnei. Attraverso il telescopio ha osservato l’Universo, cercando ispirazione in canzoni come la famosissima ‘Centro di gravità permanente’.

Nel 2021, il cantante è morto all’età di 76 anni dopo una lunga malattia, come hanno commentato allora dal loro ambiente familiare. L’artista (che è stato anche pittore, sceneggiatore e anche regista) è morto nella sua casa, un castello situato a Milo (Sicilia). Colui che fu uno dei protagonisti assoluti della canzone italiana condusse una vita misteriosa, piena d’incertezze, alla quale furono invitati ben pochi.

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Pochissimi furono anche coloro che poterono salutarlo al funerale intimo che si svolse nella sua villa siciliana, alla presenza di un pugno di amici e parenti mentre il paese gli rendeva vari omaggi. La cerimonia è stata officiata da padre Orazio Barbarino, che lo ha ricordato come “sincero e onesto ricercatore spirituale”.

Tra i pochi prescelti per salutare l’artista, il fratello Michele, che lo ha accompagnato fino alla fine della sua vita, e la nipote Grazia, ma anche alcuni amici musicisti, come Alice, Carmen Consoli e Luca Madonia. Nonostante la cerimonia si sia svolta nel più stretto riserbo, alcuni vicini si sono presentati alle porte della residenza per lasciare fiori e candele.

Il municipio del paese dichiarò un giorno di lutto e tappezzò il paese con manifesti che recitavano: ‘Franco Battiato, uomo straordinario e immenso artista che in tanti modi e occasioni dimostrò affetto per Milo dopo averla scelta per vivere e ispirarsi’.

Dopo il funerale, la bara ha lasciato la villa in un carro funebre adornato di fiori bianchi e gialli mentre all’esterno centinaia di persone hanno applaudito il corteo al suo passaggio.

Il corpo del musicista è stato cremato di sua spontanea volontà e le ceneri sono state deposte a Villa Grazia, la casa intitolata alla madre, morta nel 1994 e alla quale era molto legato.

Nato a Riposto il 23 marzo 1945, i suoi primi anni sono segnati dalla morte del padre, che spinge lui e la madre a trasferirsi a Milano, luogo scelto da molte famiglie dell’epoca per prosperare, come testimoniano film come ‘Rocco e dei suoi fratelli. Fu al cabaret Club 64, dove suonava e cantava, che conobbe Paolo Poli, Enzo Jannacci, Renato Pozzetto, Bruno Lauzi e Giorgio Gaber, personaggi fondamentali nella sua futura carriera e con i quali strinse una grande amicizia. Si è subito distinto grazie alla musica sperimentale e psichedelica, elettronica e con elementi di rock progressivo.

Il naso, gli occhiali, i capelli ricci finirono per diventare il sinonimo del suo successo. Anche i testi delle sue canzoni, pieni di filosofia e doppi sensi. Vegetariano, solitario ed errante, la stampa lo lasciava sempre in pace e considerava il suo genio una ragione sufficiente per preservare il mistero che circondava la sua vita. Non si è mai sposato né ha avuto figli e la sua poesia d’avanguardia era l’unico modo per accedere ai suoi sentimenti più intimi.

Opere musicali complesse come ‘Gilgamesh’, che ha avuto un’impressionante messa in scena all’Opera di Roma, o la sonata per pianoforte ‘L’Egitto prima delle sabbie’ sono diventate una sorta di specchio della sua anima. Inoltre Battiato vinse il Festival di Sanremo 1981 come autore grazie a ‘Per Elisa’.

Tutta quella musica ha finito per rivelare più di se stesso che le sue stesse parole. È noto, ad esempio, che sua madre significava molto per lui. Quando acquistò il castello Moncada a Milo, suo bene più prezioso e luogo dove morì, restaurò la cappella che faceva parte del complesso in onore della madre.

Si narra che un sacerdote gli dedicasse ogni mattina una messa. Per concretizzare il restauro del castello, Franco Battiato fece trasformare i sotterranei in un’enorme sala da ballo, una delle sue grandi passioni. Così, più di 200 metri quadrati del locale sono stati dedicati a questo scopo, con un pavimento in legno di quercia.

Si è sempre detto che sia riuscito ad acquistare quell’enorme castello grazie al suo cambio di rotta rispetto agli anni ’80, quando firmò per la casa discografica EMI e si lanciò nel pop. Nel 1981 pubblica l’album ‘La voce del padrone’, grazie al quale diventa il primo italiano a vendere più di un milione di copie. C’erano già successi superlativi come ‘Centro di gravità permanente’, ‘Bandera blanca’ o ‘Cuccurucucu’, riflessi di un’arte che un anno fa si spegneva per sempre.

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